Interviste ai Soci

Interviste ai Soci


La sicurezza aziendale è un limite alla produttività?

12/03/2020 - Autore: Marina Bottinelli
Il Dott. Lucido di Schmersal Italia Srl ci spiega perché l’essere umano va messo al centro quando si parla di sicurezza e come quest’ultima, se adeguata, possa favorire la produttività.

 

Dott. Lucido, perché un imprenditore deve adeguare la propria attività a standard di sicurezza ben precisi? Che ruolo ha la prevenzione?


Gli standard di sicurezza esistono e sono effettivamente ben precisi. Le migliori competenze svizzere, europee e mondiali hanno contribuito a scriverli, la scelta di ignorarli non è certo una scelta sana.

Da tempo la teoria e la pratica della gestione aziendale riconoscono nell’insieme dei collaboratori uno dei più importanti stakeholder d’impresa. Occuparsi della sicurezza a tutto campo al di là del mero rispetto dei minimi obblighi giuridici dovrebbe far parte del DNA di ogni società, indipendentemente dalla dimensione e dal settore. Nel dettaglio ricordo che la corretta prevenzione consiste nel costante studio e monitoraggio delle fonti di pericolo presenti in azienda e di quelle che si possono generare dovute ad eventi sporadici. E da farsi in collaborazione sia con gli esperti del settore ma anche con chi in azienda opera quotidianamente.

 

Seguire la normativa e dotare la propria azienda di strumenti utili alla sicurezza richiede generalmente un importante investimento. Come si sposa questo con la produttività?

Una buona e moderna soluzione di sicurezza non solo tutela direttamente le persone e i beni aziendali, impedendo infortuni, scarti e fermi produttivi non necessari, ma anche indirettamente, generando una cultura di efficienza “sicura”. Questo positivo clima aziendale migliora la fidelizzazione della forza lavoro, motivata a rimanere in azienda più a lungo e soddisfa inoltre le aspettative di altri stakeholder come ad esempio i clienti. Porto anche dei dati concreti: l’Assicurazione infortuni di una delle più grandi forze lavoro europee, Il Deutsche Gesetzliche Unfallversicherung (DGUV) in Germania, ha calcolato un ROP (Return on Prevention) pari a EUR 2.2 per ogni euro speso.

 

La sicurezza aumenta il valore del “brand” sul mercato.

 

Sia per gli stabilimenti produttivi sul suolo svizzero che per gli esportatori di impianti di manifattura elvetica, le aspettative oltre confine sono di macchinari perfetti anche dal punto di vista della sicurezza.

Il ruolo degli standard condivisi mondialmente mira a rendere la sicurezza non più un’opzione separata della propria offerta, ma una normale parte delle distinte delle macchine e del conto economico delle aziende.  Anche i premi assicurativi dipendono in parte dalla capacità dell’assicurato di produrre statistiche mediante le quali vengono dimostrati quantità e severità di infortuni sotto la media di mercato, come pure dalla presenza di un robusto piano documentale.

 

Cosa comporta concretamente adeguare l’infrastruttura aziendale esistente con nuove macchine o impianti che favoriscono la sicurezza?

Quotidianamente visitiamo stabilimenti o visioniamo progetti di macchine. Gli interventi dipendono da quanto è stato fatto in precedenza. Si parte dall’acquisto e si prosegue con l’installazione. Chi ha ben acquistato i singoli macchinari, facendoli possibilmente valutare prima della messa in servizio da parte di un esperto di analisi rischi, ha ad ogni modo il dovere di verificare la sicura messa in servizio di più impianti concatenati. La società che ha adottato queste misure può ritenersi molto più conforme allo stato dell’arte rispetto a chi ha trascurato la tematica nel tempo o ha addirittura modificato i macchinari senza verificare l’eventuale introduzione di nuovi pericoli. Raramente, in base alla nostra esperienza, si è rivelato sufficiente lavorare sulla documentazione a causa, ad esempio, di fascicoli tecnici incompleti. Nella maggior parte dei casi vengono riscontrate difformità degli impianti elettrici, delle sicurezze meccaniche, mancata validazione dei software di sicurezza, incompleta formazione del personale sia direttivo che operativo. Vi è poi la continuità temporale. Le macchine e i dispositivi di sicurezza sono soggetti ad usura che rendono indispensabili controlli periodici pianificati. Non entro nel merito della manipolazione, ritenuta un reato in diversi paesi europei. Se questa dovesse produrre delle conseguenze sulla salute delle persone, chi l’ha prodotta verrebbe perseguito in tutte le sedi.

 

Quale consiglio può dare all’imprenditore che si trova a dover operare delle scelte in materia di sicurezza?

L’arduo compito dell’imprenditore si fonda sulla capacità di prendere decisioni.

La bontà di queste dipende anche dalla qualità delle informazioni in suo possesso. Il consiglio che mi sento di dare è di mantenere del personale formato in tema di sicurezza, indifferentemente interno o esterno e di attribuire a questa funzione dei poteri di spesa concreti. L’attenzione alla sicurezza è diventata oggigiorno parte integrante di tutte le versioni di corporate governance o di mission/vision statement delle aziende produttive.

 

Ll Gruppo Schmersal sviluppa e produce circa 25000 tipi diversi di dispositivi di sicurezza grazie ai quali risulta essere il maggiore produttore al mondo. In un contesto economico estremamente competitivo, quale strategia adotta Schmersal per rimanere competitiva e assicurarsi un futuro di successo?

Schmersal dopo decenni di leadership incontrastata della componentistica è evoluta come fornitore di sistemi completi che consistono in prodotti come pure in soluzioni logiche programmate. Parallelamente la competenza che Schmersal ha acquisito in materia di sicurezza, ha dato vita ad una divisione del gruppo chiamata Tecnicum, a completamento dell’offerta mediante l’esecuzione di consulenze relative ad analisi dei rischi, validazione della documentazione delle macchine (anche prima dell’acquisto da parte del cliente), redazione di capitolati di sicurezza corporate, ecc..

 

Il focus deve rimanere fortemente incentrato sull’uomo, protagonista di tutte le scelte.

 

Per questo motivo Schmersal investe molto in programmi informativi e formativi approfonditi e personalizzabili. Desidero nuovamente sottolineare l’importanza del tema sicurezza sia per quanto concerne gli stabilimenti manifatturieri, che devono monitorare un proprio parco macchine installato o acquistare beni industriali, sia per i progettisti e costruttori di impianti. Questi ultimi possono essere chiamati a rispondere, anche all’estero, in caso di vizi di fornitura specialmente se riguardanti la legislazione in materia di sicurezza che è sempre più severa, non solo in Europa, ma anche negli altri continenti.

Schmersal è una multinazionale presente con personale tecnico in diversi paesi, grazie a ciò è in grado di fornire lo stesso supporto, con la medesima documentazione, sia al progettista in Svizzera che al suo cliente sia esso in Sudamerica, in Cina, India, Germania o altrove.

Il mondo evolve anche verso nuove catene logistico-produttive, dove lo stabilimento non sarà più necessariamente il padrone dei beni industriali, bensì questi potranno rimanere di proprietà dell’azienda costruttrice degli impianti, la quale verrà pagata per esempio a cottimo sui prodotti.

Schmersal è già in grado di supportare forme innovative di collaborazione ove l’oem (produttore di apparecchiature originali) non intende più investire nelle molteplici competenze concernenti l’impianto, ma, ad esempio, si sofferma sugli aspetti di automazione, di financing, di marketing, postvendita ecc., lasciando la competenza in tema di sicurezza a chi ne ha fatto il proprio core business investendo in persone e prodotti.