Interviste ai Soci

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SPORT E TECNOLOGIA: BINOMIO PERFETTO O COMBINAZIONE CON MARGINI DI MIGLIORAMENTO?

25/05/2020 - Autore: Federica Rodeschi
Quello dell’innovazione tecnologica è una tematica più che mai attuale e di interesse comune. Ma avete mai pensato di applicare dei raffinati strumenti tecnologici alle discipline sportive? Vediamo insieme a Nicolò Trambajolo cosa succede quando la tecnologia viene applicata a determinati sport con l’intento di migliorare la Performance dello sportivo e l’Entertainment del pubblico. O c’è anche altro? Scopriamolo in questa interessante intervista.

In un mercato sempre più competitivo, l'innovazione continua è la chiave di volta. Nel settore sportivo, quale livello di innovazione tecnologica abbiamo oggi raggiunto?

In qualsiasi ambito, chi non innova è destinato a rimanere indietro o addirittura a sparire. Nel ciclo di vita di un prodotto, si giunge sempre a una fase di declino dovuta spesso a una sazietà del mercato o a un attacco da parte della concorrenza che può sfociare in una guerra di prezzi dannosa per tutti gli attori coinvolti. L’unico modo per evitare questo è aggiornare il proprio prodotto in modo che possa fornire dei benefici unici. Si tratta di pura microeconomia.

Oggi lo Sport è un’industria da 600 miliardi di dollari ed è dunque inevitabile che si innovi per continuare ad acquisire parti di mercato. Direi dunque che ci sono due ambiti chiave in questo settore: l'Entertainment e la Performance.

Il primo permette di attirare un maggior numero di spettatori con l’obiettivo, neanche troppo celato, di aumentare il pubblico anche fra i non appassionati. Il “var” nel calcio e “l’occhio di falco” nel tennis non servono solo a limitare gli errori arbitrali ma forniscono nuovi punti di vista, nuove angolature con lo scopo di aumentare il divertimento dello spettatore. Si tratta quindi di strumenti che rendono più piacevole il gioco.

La seconda parola chiave, Performance, indica tutte le attrezzature tecnologiche utilizzate dagli atleti con l’obiettivo di migliorare le proprie prestazioni e quindi aumentare le possibilità di vittoria. Attraverso sensori, video, applicazioni etc. è possibile svolgere uno studio approfondito e dettagliato dei movimenti dell’atleta in modo tale da conoscere la condizione fisica in tempo reale (l’esempio forse più comune è il calcolo della frequenza cardiaca). Dettaglio non indifferente: migliore performance significa inevitabilmente maggiore visibilità mediatica. I giornalisti e gli spettatori parlano dell’atleta le cui performance sono ottimali, non di colui le cui prestazioni sono nella norma. L'Entertainment e la Performance sono quindi legati da un rapporto diretto.

Ci tengo infine a far notare che, nell’ecosistema degli incubatori di startup, sono sempre di più le startup specializzate nell’ambito sportivo. Ce ne sono almeno venticinque in Europa: due sono in Svizzera e una in Italia.

In che modo l'innovazione in ambito sportivo permette a chi la adotta di distinguersi e migliorarsi?


Si dice che si gioca come ci si allena. La tecnologia deve quindi aiutare a studiare l’allenamento da vari punti di vista, monitorare la preparazione atletica e individuare tutti i miglioramenti possibili per permettere agli atleti di arrivare al meglio il giorno della partita.

Tutti i centri sportivi professionistici sono ormai attrezzati con gli strumenti più all’avanguardia del settore gestiti da uno staff di scienziati, medici e ingegneri che offrono la propria consulenza agli allenatori.

Il tipico esempio è il calcio. La fatica di un giocatore dipende dai movimenti ad alta intensità (sprint e accelerazioni). Esistono dei dispositivi GPS che vengono posizionati sulla schiena del calciatore e che sono in grado di fornire informazioni sulla fatica indotta da una sessione di allenamento in base alla distanza di sprint (ovvero distanza > 20 km / h) e numero di accelerazioni. L’obiettivo è dunque di imitare (secondo le caratteristiche personali di ogni singolo giocatore) i livelli di intensità da riproporre il giorno della partita. Se il giorno del match lo sforzo di un giocatore è superiore rispetto a quello previsto dovrà adattare gli allenamenti successivi con carichi di lavoro inferiori onde evitare di arrivare troppo stanco alla partita successiva o addirittura infortunarsi.

Grazie alle tecnologie è possibile raccogliere dati che permettano di ottimizzare le performance sportive. É possibile parlare di data analysis anche in questo settore?  


Assolutamente sì! Una squadra di baseball, gli Oakland Athletics, é diventata famosa per aver sfiorato la vittoria del campionato schierando solamente giocatori discreti e puntando tutto sull’analisi di dati statistici (a loro è ispirato un bellissimo film con Brad Pitt, Moneyball).

Gli addetti ai lavori conoscono bene il gioco e i giocatori ma sono alla continua ricerca di nuovi vantaggi competitivi grazie ai dati elaborati dalle tecnologie: questi infatti completano e migliorano le informazioni già a disposizione del personale. Proprio come un uomo d’affari va a caccia di tutte le informazioni possibili per prevedere l’evoluzione dei mercati o il comportamento dei consumatori, l’allenatore cerca di usufruire della data analysis per adattare le proprie scelte tattiche e mettere quindi i propri atleti nelle condizioni ideali per performare al meglio. L’obiettivo finale è la vittoria e l’analisi dei dati rappresenta un aiuto fondamentale in tal senso.

Queste informazioni possono addirittura cambiare le dinamiche generali del gioco (oltre che aumentare l’Entertainment evocato in precedenza). Nel basket, ad esempio, fino a qualche anno fa si puntava a fare molti canestri da 2 punti (a distanza ravvicinata). Il che sembra logico: più si è vicini al canestro, più è facile farlo. Studi statistici hanno invece dimostrato che ci sono molte più probabilità di fare un canestro da 3 punti (tirando da lontano) perché questo comporta un minor disturbo della difesa avversaria. Ora le squadre fanno tiri da 3 punti e, in caso di errore, cercano il canestro su rimbalzo. Tutto questo rende la partita molto più spettacolare andando ad aumentare l’Entertainment evocato in precedenza: ecco come tecnologia, Performance e Entertainment sono strettamente legati (se interessati a approfondire l’argomento, consiglio il libro SprawlBall di Kirk Goldsberry).

Esistono addirittura società che utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale per prevedere i comportamenti dei giocatori, gli infortuni e la campagna acquisti. Non dimentichiamo però che i dati non conducono matematicamente alla vittoria. Si tratta di informazioni complementari che aiutano a verificare le ipotesi dell’allenatore ma la decisione finale spetta sempre a lui: un buon coach deve saper bilanciare i dati con il proprio istinto.

In un'ottica manageriale e grazie alle nuove tecnologie, l'allenatore può essere considerato come un manager che deve mettere i suoi atleti nelle condizioni ideali per poter performare? 

Ormai un bravo allenatore deve essere un bravo manager delle risorse umane.

Torniamo al GPS applicato al calcio: l’allenatore definisce degli obiettivi da raggiungere. La tecnologia li rende misurabili, valuta se sono realistici e verifica se le scadenze sono rispettate. Per facilitare la comunicazione dei punti di miglioramento, sono oggi indispensabili sistemi di telecamere capaci di riprodurre le immagini pochi secondi dopo. Se il giocatore sbaglia un movimento, il supporto video darà credibilità alla critica e farà meglio capire gli errori commessi. Lo stesso vale per un feedback positivo.

I giocatori stessi ammettono inoltre che, sapere di esseri monitorati, li aiuta a concentrarsi e aumenta la loro motivazione. La tecnologia aiuta quindi il manager (allenatore) a stimolare i suoi giocatori.

Altro compito cruciale è la presa di decisioni strategiche per il bene comune e abbiamo detto che la data analysis migliora questo processo: evitare gli infortuni equivale alla responsabilità di salvaguardare la salute dei propri collaboratori (tutte analogie che si possono ritrovare in una PMI).

La tecnologia rappresenta il presente ed il futuro, ma quali sono i rischi dal punto di vista della sicurezza e della protezione dei dati in questo specifico ambito?

Il tema della protezione dei dati sta emergendo proprio negli ultimi mesi. A chi appartengono questi dati? All’atleta? Al club? Alla società che li elabora? Alla federazione?

Come si diceva, il GPS è necessario per monitorare l’affaticamento ed evitare infortuni. Come fa il tecnico specializzato a analizzare i dati se questi sono protetti? Esistono competizioni dove addirittura vengono pubblicati i dati in tempo reale per offrire nuovi contenuti agli spettatori (si torna sempre al legame tra tecnologia e Entertainment).

Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD altrimenti detto GDPR) tutela soprattutto i consumatori da nuovi metodi di marketing digitale selvaggio. Trattandosi di una categoria abbastanza particolare come quella dello sport, gli atleti hanno secondo me tutto l’interesse a permettere l’analisi dei propri dati di performance personali e a metterli al servizio della squadra e dell’allenatore per migliorare la performance del singolo e del team. Questo avviene ovviamente previa concessione.

A cosa bisognerebbe prestare attenzione allora? Oggi bisognerebbe forse stare attenti affinché tali dati non cadano nelle mani degli avversari. Ma non credo siamo arrivati a un tale livello di concorrenza sleale.

Nicolò Trambajolo
Esperto di Sport Management