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Nuovo programma per il clima dell’economia svizzera

03/02/2021
economiesuisse approva la riveduta legge sul CO2. In occasione della sua conferenza stampa annuale, l’organizzazione mantello dell’economia ha presentato il «programma per il clima dell’economia» e i suoi nove campi d’azione. Questo programma attribuisce alle imprese linee direttive concrete su come raggiungere l’obiettivo zero emissioni nette entro il 2050.

Il «programma per il clima dell’economia svizzera» presentato da economiesuisse contiene linee direttive concrete all’attenzione delle imprese per ridurre le loro emissioni di CO2. Con questo programma che definisce nove campi d’azione, l’organizzazione concretizza il suo impegno nella riduzione a zero, entro il 2050, delle emissioni nette di CO2. I campi d’azione definiti vanno dall’aumento dell’efficienza e del sostegno alle iniziative settoriali alla decarbonizzazione dei trasporti passando attraverso la promozione della cooperazione internazionale. Questo programma è disponibile su economiesuisse.ch.
«In materia di politica climatica, l’economia svizzera intende far parte della soluzione», ha dichiarato Monika Rühl, Presidente della Direzione generale di economiesuisse, in occasione della conferenza stampa annuale, aggiungendo che: «grazie ad innovazioni e tecnologie efficienti, l’economia è in grado di fornire un importante contributo alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e quindi alla risoluzione del problema climatico».
In questo contesto, economiesuisse ha deciso di sostenere la revisione della legge sul CO2. L’associazione sostiene il compromesso del Parlamento, anche se il progetto di revisione non risponde pienamente alle sue aspettative.
Oltre alla politica climatica, l’economia svizzera è confrontata ad altre sfide importanti: la crisi del coronavirus incide ancora pesantemente sull’economia. La Svizzera sta attraversando la sua peggiore recessione da decenni. L’economia interna e quella d’esportazione sono alle prese con un contesto molto difficile. Le ampie misure di sostegno adottate dalla Confederazione e dai Cantoni in questi ultimi mesi hanno indubbiamente allentato la pressione sull’economia, ma l’industria alberghiera e il settore del turismo in generale, il commercio al dettaglio e la ristorazione soffrono fortemente.
economiesuisse condivide dunque la decisione del Consiglio federale di valutare costantemente la situazione. Un allentamento delle restrizioni, molto costose e pesanti per la popolazione, non dev’essere escluso a causa di decisione affrettate. Occorre un approccio a tappe.
economiesuisse ha chiesto oggi un miglioramento immediato della gestione della crisi. In questi ultimi giorni, la Confederazione e i Cantoni si sono reciprocamente rimproverati di non aver agito per tempo. Questo nuoce alla fiducia dei cittadini nelle nostre istituzioni. Dobbiamo evitare ad ogni costo che la Confederazione e i Cantoni si lancino delle accuse. Occorre invece regolare chiaramente le competenze e trarre beneficio dai grandi vantaggi del federalismo.
Secondo economiesuisse, è dunque necessaria una cellula di crisi nazionale efficiente e competente. La Confederazione deve poter operare in collaborazione con i capi degli stati maggiori cantonali e offrire loro un supporto professionale negli ambiti della vaccinazione e dei test. La cellula di crisi dovrebbe dipendere direttamente dal Consiglio federale ed essere in grado di decidere e agire rapidamente.
I test su vasta scala saranno una delle principali misure in attesa che la maggioranza della popolazione sia vaccinata. Gli ambienti economici hanno dunque accolto molto favorevolmente il fatto che il Consiglio nazionale abbia adattato la strategia dei test alla fine del mese di gennaio. Si tratta ora di applicarla rapidamente e con determinazione.