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Test fai da te disponibili in Svizzera dal 7 aprile

30/03/2021
Nuovo incontro a Berna con i tecnici della Confederazione per aggiornare la popolazione sull’andamento epidemiologico nel Paese.
Alla conferenza stampa sono intervenuti Patrick Mathys, capo della sezione Gestione della crisi e cooperazione internazionale dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Rudolf Hauri, presidente dell’Associazione dei medici cantonali e Martine Ruggli, presidente dell’Associazione svizzera dei farmacisti (PharmaSuisse).

I numeri raddoppieranno entro tre settimane
Ha aperto l’incontro Patrick Mathys, segnalando che «sfortunatamente il numero di contagi continua ad aumentare, ma i ricoveri e i decessi sono relativamente stabili». I numeri di casi giornalieri infatti è paragonabile a quello della scorsa settimana con un valore Rt di 1,19 in tutto il Paese. «Si deve presumere - ha aggiunto Mathys - che i numeri raddoppieranno in meno di tre settimane».
Riferendosi alla circolazione delle varianti del virus, Mathys annota che attualmente la mutazione inglese è diventata dominante in Svizzera, ma fortunatamente ci sono pochi casi di variante sudafricana o brasiliana. Per quanto riguarda la capacità ospedaliera, il capo della sezione della Gestione dell’UFSP ha comunciato che «il 18% dei letti in terapia intensiva sono occupati da pazienti contagiati, ma è un numero relativamente stabile. L’attuale tendenza relativa all’aumento del numero di casi può essere osservata anche nei Paesi vicini. Se il numero di casi continua ad aumentare e la fascia più a rischio della popolazione sarà di nuovo toccata c’è da prevedere una nuova pressione sugli ospedali».
A proposito del certificato di vaccinazione, Mathys, constatando che il numero di persone vaccinate è in costante aumento, ha precisato che «il certificato di vaccinazione dovrebbe diventare un certificato utilizzabile in un contesto internazionale tutti coloro che sono stati vaccinati hanno ricevuto una prova di questo documento come attestato della somministrazione». Secondo Mathys non ci sarà un certificato vaccinale centrale, ma verranno rilasciati diversi documenti dove si attesta l’avvenuta somministrazione.

Autotest: evitare l’invasione delle farmacie sin dal primo giorno
Intervenendo a sua volta, Martine Ruggli, presidente dell’Associazione dei farmacisti Pharmasuisse si è detta lieta « di poter offrire gli autotest dal 7 aprile che saranno disponibili in tutte le farmacie svizzere. Ma è importante che tutti non vengano in farmacia il primo giorno», perché in tal caso le farmacie non sarebbero in grado di far fronte all’assalto. Consigliando pazienza, ha assicurato che «ci saranno abbastanza test perché la maggior parte delle farmacie riceve le consegne due volte al giorno».
Ruggli, mostrando in anteprima uno di questi autotest, ha spiegato come funziona. Anche qui va inserito un bastoncino nel naso, ma non così in profondità come con i ben noti - e fastidiosi - test rapidi di PCR e antigene. Il bastoncino viene poi messo nel recipiente corrispondente, sul quale si può rilevare l’esito: se compaiono due linee si risulta positivi.
Attualmente sono disponibili solo i cinque test gratuiti al mese. È in discussione la possibilità di vendere autotest in futuro, ma solo in un secondo momento.

Test di massa: per quanto faticosi ne vale la pena
Per ultimo ha preso la parola il presidente dell’Associazione dei medici cantonali Rudolf Hauri che ha ricordato come il virus si stia diffondendo maggiormente tra i giovani e che questo potrebbe comportare un rischio anche per gli anziani vista la facilità di trasmissione. In relazione dei test di massa, Hauri, pur ammettendo che «la fatica è tanta», ritiene che ne valga la pena, «perché grazie ai test nelle scuole l’insegnamento in presenza può essere mantenuto».