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Svizzera: indicatori dell'integrazione della popolazione con passato migratorio

08/08/2018

In Svizzera un po’ meno del 37% della popolazione residente permanente di almeno 15 anni ha un passato migratorio. Il sistema di indicatori dell’integrazione dell’UST mette in luce le differenze in materia di pari opportunità tra la popolazione con un passato migratorio e quella priva di questa caratteristica. Tuttavia lo statuto migratorio non può in alcun caso essere considerato l’unico fattore che spiega le differenze rilevate tra i due gruppi. Gli indicatori aggiornati con i dati più recenti sono 22.



Condizioni finanziarie e materiali
In generale, la popolazione con un passato migratorio vive sistematicamente in condizioni finanziarie e materiali più sfavorevoli della popolazione senza passato migratorio. Queste osservazioni si applicano nella maggioranza dei casi anche a parità di formazione o di età. Nel 2016 il tasso di povertà degli occupati con un passato migratorio era del 4,6%, mentre tra gli occupati senza passato migratorio non superava il 2,9%. Le persone con un passato migratorio sono oltre il triplo a vivere in un’economia domestica con deprivazioni materiali rispetto a quelle senza passato migratorio (8,8% contro 2,6%). Queste ultime fanno anche nettamente meno fatica a sbarcare il lunario alla fine del mese rispetto alle persone con un passato migratorio (rispettivamente 7,3% contro 19,6%). Le persone con un passato migratorio devono anche fare i conti con una o più privazioni nell’abitazione più spesso delle persone senza passato migratorio (rispettivamente 21,0 % contro 14,1%). Le economie domestiche senza passato migratorio composte da almeno due persone dispongono di una superficie abitativa di 1,4 volte maggiore rispetto allo spazio in cui vivono le persone con un passato migratorio.

Competenze linguistiche
La popolazione con un passato migratorio presenta alcuni vantaggi in termini di competenze linguistiche. Tra il 2014 e il 2016, nella popolazione senza passato migratorio, come pure in quella con un passato migratorio di seconda generazione o più, la quota di persone di almeno 15 anni la cui lingua principale è una lingua nazionale sfiorava il 100%. Questo tasso diminuisce, attestandosi a circa il 70%, laddove si tratti di persone della prima generazione. Le persone di seconda generazione dichiarano da tre a quattro volte in più rispetto agli altri gruppi di popolazione di avere due o tre lingue nazionali nel proprio repertorio linguistico: il 25,4% ha indicato di annoverare due lingue nazionali nel proprio repertorio e il 6,0% tre. Di conseguenza è meno probabile che il loro repertorio linguistico comprenda un’unica lingua nazionale: è così per il 68,1% di tutte le persone contro l’86,3% di quelle appartenenti alla popolazione senza passato migratorio.





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