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La Ue mantiene la Svizzera nella lista grigia dei paradisi fiscali

05/10/2018
Nella sua riunione dello scorso 2 ottobre i ministri delle Finanze dei Paesi dell’Unione europea (Ecofin) hanno cancellato Liechtenstein e Perù dalla lista grigia dei paradisi fiscali. Una decisione che deriva dal fatto che i due Paesi hanno effettuato le riforme necessarie e dato seguito a tutti gli impegni di cooperazione fiscale concordati con l’Unione europea, concludendo positivamente il periodo di monitoraggio iniziato a dicembre 2017. Nella stessa riunione il piccolo Stato di Palau (un’isola della Micronesia, nell’Oceano Pacifico) è stato tolto dalla lista nera dei Paesi non collaborativi ed inserito in quella grigia, sulla quale restano l’arcipelago delle isole Samoa americane, Guam, la Namibia, le isole Samoa, Trinidad and Tobago e le isole Vergini americane.
Sulla lista grigia - trovano posto una quarantina di Paesi che si sono formalmente impegnati ad eliminare, in tempi ragionevolmente brevi, le loro pratiche fiscali non in linea con la politica fiscale dell’Unione europea - la Svizzera vi figura dal mese di dicembre del 2017 e ancora vi rimarrà. La ragione risiede nella caduta in votazione della Riforma fiscale III delle imprese (febbraio 2017), in seguita alla quale la Svizzera non ha ancora abolito i regimi fiscali speciali cantonali applicabili alle società holding, di domicilio o miste. Questi regimi sono considerati dalla Commissione europea aiuti di Stato incompatibili con il funzionamento dell’Accordo di libero scambio.
Il tempo adesso stringe. Il progetto di fiscalità delle imprese è stato rielaborato ed è appena stato approvato dal Parlamento, che per aumentare il consenso fra la popolazione ha affiancato alle misure tributarie un piano di finanziamento dell’AVS. Un nuovo referendum tuttavia è già stato annunciato e nel caso (più che probabile) in cui la raccolta di firme riuscisse, si andrà a votare il 19 maggio 2019. Il problema è che l’Ecofin, secondo notizie raccolte dall’ATS, vorrebbe decidere all’inizio dell’anno prossimo (febbraio o marzo) chi stralciare definitivamente dalla lista grigia e chi no. La decisione di quando porre l’argomento all’ordine del giorno dei ministri delle Finanze spetta alla presidenza rumena del Consiglio dell’UE. Non è ancora chiaro cosa succederà alla Svizzera se i ministri dell’UE inizieranno a rivedere le loro liste quando la votazione in Svizzera non è ancora stata effettuata.
 




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