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Doppio cittadino uno svizzero su quattro

19/12/2018
Uno svizzero su quattro, all’interno come all’esterno dei confini nazionali, ha almeno due nazionalità e sempre più persone acquisiscono la doppia cittadinanza alla nascita. L’aumento del numero di elvetici con doppia nazionalità fa quindi appannare la classificazione semplicistica tra «svizzeri» e «stranieri». La doppia cittadinanza riflette una realtà della nostra società. Tuttavia il fenomeno non cessa di risvegliare emozioni e di sollevare quesiti, primi tra tutti quelli dell’appartenenza e della lealtà. Gli esempi più evidenti sono gli sportivi e i politici cosiddetti binazionali. In ogni caso, possedere due nazionalità non significa dover scegliere tra l’una o l’altra ma poterle invocare entrambe.
Lo studio della Commissione federale della migrazione (CFM) presenta per la prima volta una panoramica a 360 gradi sull’evoluzione del fenomeno con le opportunità e i rischi che comporta. In occasione della giornata internazionale del migrante, la CFM pubblica lo studio «Cittadinanza e democrazia nell’era della migrazione transnazionale: contesto, opportunità e rischi della doppia cittadinanza» realizzato da Joachim Blatter, Martina Sochin D’Elia, Michael Buess su incarico della stessa CFM.
Dallo studio emerge che il fenomeno della doppia nazionalità è da ricondurre in primo luogo al fatto che la Svizzera non vuole tagliare ogni legame con i propri cittadini emigrati. La Svizzera non ha mai limitato la possibilità degli elvetici all’estero di possedere due nazionalità. E infatti circa il 75% degli svizzeri all’estero possiede due o più nazionalità. Dall’introduzione dei pari diritti nel settore della cittadinanza, donne e uomini svizzeri possono trasmettere la loro cittadinanza ai figli anche se questi nascono al di fuori del nostro territorio nazionale. Inoltre, il numero di matrimoni binazionali in Svizzera è in costante aumento e spesso e volentieri i figli nati da queste unioni hanno la doppia nazionalità. Grazie alla crescente migrazione tra i Paesi anche l’accettazione della doppia cittadinanza è andata affermandosi un po’ in tutto il mondo. Fin dal 1992 la Svizzera ammette questo statuto anche per le persone che chiedono la naturalizzazione. In questo ha fatto da pioniere per un trend che nel frattempo si è ormai affermato anche a livello globale.
L’accettazione del fenomeno della doppia cittadinanza in Svizzera abbatte un grosso ostacolo per gli stranieri desiderosi di essere naturalizzati. E infatti dal 1992, ossia dal riconoscimento dello statuto di binazionale, il numero di naturalizzazioni è aumentato. Va detto che la naturalizzazione comporta numerosi effetti positivi, poiché gli immigrati naturalizzati si identificano maggiormente con lo Stato ospite e si integrano meglio, sia economicamente sia sotto il profilo socioculturale. Dallo studio emerge che le persone con doppia cittadinanza si sentono legate a più di un Paese, senza che questo diminuisca la loro lealtà verso la Svizzera. Oltre a promuovere le relazioni tra la nazione d’origine e quella di soggiorno, l’accettazione della doppia nazionalità genera flussi di denaro e di conoscenze. In un mondo improntato all’interconnessione e all’interdipendenza le persone con doppia nazionalità possono gettare importanti ponti.
Lo studio nona nasconde però quelli che possono essere ritenuti i possibili rischi connessi alla doppia cittadinanza. Proprio in virtù della loro doppia appartenenza, i binazionali corrono il pericolo di sottostare a determinati obblighi senza beneficiare, a dipendenza dei casi, di diritti corrispondenti. Al tempo stesso queste persone possono avere voce in capitolo in leggi alle quali non sono più soggette. Un altro rischio è la possibilità, in casi singoli, di vedersi ritirare una delle nazionalità. La doppia cittadinanza può altresì essere strumentalizzata: uno Stato può per esempio servirsene per perseguire mire espansionistiche. D’altro lato, la possibilità della doppia cittadinanza agevola agli individui la possibilità di accettare proposte di nazioni che promettono la cittadinanza in cambio di investimenti.




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