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Banca nazionale svizzera: nel 2018 persi 14 miliardi

08/01/2019
 La forte correzione dei mercati azionari alla fine dell’anno scorso non ha risparmiato la Banca nazionale svizzera (BNS): secondo i calcoli degli analisti di UBS l’istituto d’emissione dovrebbe aver perso circa 6 miliardi di franchi nel terzo trimestre, per una perdita complessiva nel 2018 di 14 miliardi che non mette però a rischio i versamenti alla Confederazione e ai cantoni.

In un comunicato diffuso da UBS si legge che in un contesto di mercato difficile la BNS è comunque riuscita a limitare i danni. Questo grazie al carattere difensivo del suo portafoglio: l’80% è investito in obbligazioni, di cui quasi il 70% statali. Il 95% delle obbligazioni gode di un rating perlomeno di A. Hanno svolto una funzione stabilizzante anche l’aumento del prezzo dell’oro e i bassi tassi di interesse. Per UBS i notevoli rischi del portafoglio sono dovuti alla valuta: esso si compone in effetti di posizioni in moneta straniera, risultato questo degli interventi sul mercato delle divise degli ultimi anni. Ciò nonostante questa esposizione non ha avuto un impatto negativo nel quarto trimestre, perché malgrado le turbolenze sui mercati finanziari il franco si è rafforzato poco.

Come noto i conti della BNS sono sorvegliati sempre con attenzione anche dagli enti pubblici. In base ad una convenzione sottoscritta nel 2016 e valida per gli anni 2016-2020, a Confederazione e cantoni spetta infatti un miliardo di franchi (ripartiti rispettivamente nella misura di un terzo e due terzi) a cui si aggiunge un secondo miliardo se la riserva per future ripartizioni dopo la destinazione del risultato supera il valore di 20 miliardi.

La riserva a fine 2017 - esercizio in cui la BNS, grazie al buon andamento delle borse, aveva registrato un utile record di 54 miliardi - era di oltre 74 miliardi di franchi. Secondo UBS nel corso del 2018 questa si è ridotta a circa 53 miliardi, a causa dei pagamenti agli enti pubblici, alla perdita e a un trasferimento alle riserve monetarie.

Pertanto, i 2 miliardi per Confederazione e cantoni non sono in pericolo.




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