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Gli svizzeri si sentono al sicuro: inquietano le tensioni all’estero

30/05/2019
I cittadini svizzeri si sentono al sicuro nella Confederazione, ma la situazione politica mondiale preoccupa sempre di più. È quanto emerge da uno studio annuale Sicurezza 2019 dell’Accademia militare e del Center for Security Studies del Politecnico federale di Zurigo (ETH).

Nel rapporto presentato ieri a Berna si legge che la buona situazione economica e il sistema politico attuale della Svizzera sono fonte di ottimismo per la popolazione. Nel 2019, il 95% degli intervistati si sente «generalmente al sicuro», in linea con la quota di un anno prima.

Se l’86% degli interpellati guarda con ottimismo al futuro della Svizzera, per la metà degli intervistati, tra le maggiori fonti di preoccupazione vi è l’aumento dei problemi economici.

Le tensioni tra Stati Uniti, Cina e Russia rappresentano un pericolo per i cittadini svizzeri, i quali, rispetto al sondaggio effettuato l’anno prima, valutano in modo pessimistico la situazione politica a livello mondiale. La maggior parte degli intervistati ritiene che la politica degli Usa danneggi l’economia elvetica, ma continua a considerare gli Stati Uniti un partner commerciale affidabile.

La maggioranza degli intervistati si mostra poco incline all’apertura: solo il 35% è favorevole a un avvicinamento all’Ue o alla NATO. Un’eventuale adesione raccoglie solo il consenso da parte del 15%, rispettivamente del 18% della popolazione interpellata.





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